Metropolis Pt.2 viaggi identitari e disforia di genere

13.07.2026

Metropolis part two

Metropolis Part Two è un concept album del 1999 della band progressive metal americana Dream Theater. L'album rappresenta uno dei maggiori successi discografici della band ed il primo che vede il costituirsi della line up storica del quartetto di musicisti che ha scritto pagine indelebili di rock metal progressive dai i primissimi anni 90 ai giorni nostri.

La storia dell'album gira intorno al personaggio di Nicholas che è tormentato da incubi, sentimenti, vissuti e ricordi intrusivi che sembrano non appartenergli.

Nei suoi sogni Nicholas si ritrova a essere Victoria una donna sconosciuta vissuta nel 1928. Nel mezzo di una profonda crisi identitaria Nicholas si rivolge a un esperto di ipnosi per cercare di venire a capo di queste visioni e ritrovare se stesso.

Nella sua terapia Nicholas scopre di essere la reincarnazione di Victoria e "nel transfert" inizia a rimettere insieme i pezzi della vita della giovane donna scomparsa. Canzone dopo canzone il disco si dipana in un viaggio della mente in cui presente e passato si compenetrano, si intrecciano, comunicano nel tentivo di dare voce a una storia spezzata, quella di Victoria, e di ridare al giovane protagonista una serenità frutto di una nuova consapevolezza su se stesso.

Si scopre quindi che nel 1928 Victoria viene assassinata da Julian suo ex fidanzato, uomo ribelle affascinato dal gioco d'azzardo.

Julian uccide Victoria perchè scopre il tradimento di lei con suo fratello gemello Edward.

Nel colpo di scena finale Nicholas ,dopo aver rimesso insieme i pezzi della sua precedente vita, viene però violentemente risvegliato dall'ipnotista che svela di essere la reincarnazione dell'assassino di Victoria. Il finale del disco resta aperto ma lascia intuire che la violenza del passato possa ritrovare una nuova trascrizione nella vicenda terapeutica presente trasformando un bel viaggio terapeutico nel rischio di un altro "bad trip".

La storia del disco mi è parsa essere molto pregnante e prestarsi ad alcune considerazioni che riguardano gli attuali temi della ricerca/costruzione della propria identità, i vissuti di incongruità di genere nonché le nuove tipologie di richiesta di conoscenza di sè stessi che viene rivolta al terapeuta psicoanalitico.

Il disco dei Dream Theater che vede la luce nel 1999 fa riferimento a un sistema culturale che poneva la questione identitaria in termini radicalmente opposti rispetto a quello che avviene al giorno d'oggi. L'adolescente di quegli anni cresceva con dei modelli che ancora ponevano al centro del processo di scoperta identitaria la ricerca di una verità intima, privata, singolare.

Nel disco la ricerca della propria identità e del senso di Sè passa attraverso la riscoperta di una storia nascosta che ,per essere recuperata, richiede uno sforzo, un viaggio, delle prove da superare, dei sentimenti da scoprire.

Contemporaneamente nello stesso anno usciva Matrix, capolavoro del genere fantascietifico. Anche in quel film la ricerca della verità passava attraverso un viaggio, un impegno, una scoperta, un mentore, l'attraversamento di sentimenti intensi e profondi.

Credo che per molti, che come me, hanno vissuto la propria adolescenza in quegli anni sia rimasta indelebile l'immagine di Morpheus che chiede a Neo "pillola blu o pillola rossa?".

In conclusione questi viaggi identitari ,nella società di quegli anni, si configuravano ancora nella ricerca di una guida, qualcuno che accompagnasse, che guidasse il proprio percorso di crescita e di scoperta.

In fondo, forse, per chi si è formato in quegli anni, con quella "mitologia" lì, forse anche l'incontro con uno psicoanalista godeva di un vento favorevole.

L'avventura analitica probabilmente poteva ancora essere percepita in larga parte come una ricerca di una verità che sfugge e l'affidarsi a un professionista del profondo poteva destare curiosità, eccitazione, scoperta, avventura. Si era anche più pronti e più consapevoli di dover affrontare fatiche, dolori, di dover impiegare tempo, risorse ed energie.

L'epopea identitaria di Metropolis pt 2 nel 2026 assume tutta un altra configurazione.

Gli adolescenti con disforia di genere, il cui corpo diventa improvvisamente estraneo, che vengono invasi da percezioni inedite, i cui sogni o fantasie sono popolati da un se stesso appartenente ad un altro sesso, che scelgono di cambiare il proprio nome e che desiderano fare un percorso di transizione non si rivolgono a un/a terapeuta per essere aiutati a ricomporre una storia , non cercano qualcuno per capire se stessi.

Questi adolescenti sanno già la strada, hanno tracciato la rotta, non chiedono al terapeuta di aiutarlo desiderano, invece, qualcuno disposto a vivere con loro il loro viaggio, qualcuno che preferibilmente non faccia troppo rumore, che non abbia troppe pretese e che non sia in possesso di verità, teorie, saperi consolidati.

Ad essere tenuta inconscia, segreta, rimossa, scissa, non è solo/tanto una storia dolorosa seppur presente ma l'esistenza stessa del bisogno di un alterità capace di capire.

Il terapeuta che lavora con ragazzi e ragazze trans ha come obbiettivo principale anzitutto quello di esistere, partecipare, al viaggio identitario di questi/e ragazzi/e.

Verrebbe però da domandare, è solo questo il ruolo della psicoterapia con i ragazzi trans?

Veramente conta solo esserci, basta la testimonianza? Lo psicoterapeuta psicoanalitico ci crede davvero a questo ruolo o ,invece, si tratta di mordere un bavaglio e soffrire col paziente, di mordersi la lingua anche quando le proprie teorie suggerirebbero interpretazioni sacrosante e consolidate da un secolo di psicoanalisi o ancora, per dirla alla romana, "fassela annà bene".

Rincaro la dose sulla questione.

Non è poi anche un grande paradosso che in fondo il trattamento di pazienti con disforia di genere ,una delle tematiche cliniche più ampiamente dibattuta che si caratterizza per una complessità e una multifattorialità che necessita un terapeuta formato e capace di porre in dialogo diverse prospettive teoriche, chieda in fondo al proprio terapeuta di deporre le armi del sapere?

Per dirlo in maniera più semplice: questi adolescenti che ,spesso, tramite internet, in maniera ancora misteriosa, danno al proprio disagio interiore la forma della disforia di genere ci trovano sulla scorta di un nostro sapere o di qualcuno che certifichi che noi lo possediamo ma poi, in terapia, nel transfert, ci chiedono di non esercitarlo, ci chiedono di dimenticarlo per avere sotto gli occhi solo il sapere che loro stessi in quanto pazienti decidono di mostrarci e che hanno raggiunto. Questo bisogno inconscio è dattato probabilmente dalla speranza di incontrare un oggetto nuovo ,diverso, da quello che molti di questi pazienti hanno conosciuto: cercano un oggetto che sappia restituire un immagine di se stessi maggiormente nutriente per la propria immagine di se stessi.

In alcuni di questi pazienti è presente il bisogno di sottrarsi da un bombardamento di identificazioni alienanti e significati enigmatici ( Aulagnier, Laplanche) subito fin dalle prime fasi precoci e mai interrotto.

La questione fondamentale di queste terapie non è quella della scoperta identitaria o di una sua costruzione basata su un viaggio terapeutico che ha bisogno di un guida bensì quella dell'esistere, di avere qualcuno che sia testimone di un processo di nascita, ri-appropriazione, crescita.

Se è pur vero che una storia, una narrazione che ha portato questi pazienti sui binari della complessa scelta del cambiamento di genere è in molti casi, esistente, essa non è almeno inizialmente e per un lungo periodo del trattamento rinegoziabile.

Queste storie terapeutiche spesso complesse, contraddistinte da episodi traumatici, anche risalenti a traumi antecedenti alla nascita, frammentate, tenute segrete vengono lentamente registrate custodite e messe silenziosamente al lavoro dalla mente del terapeuta.

Tornando al disco dei Dream Theater potremmo oggi dire esso anticipava e precorreva i tempi per quello che riguarda i contenuti; la forma e la manifestazione di queste domande profonde sul senso di esistere appaiono invece, del tutto inedite.

Lo scopo del terapeuta come dell'ascoltatore del disco è quello di far esistere, di dare spazio all'ascolto di Nicholas e Victoria tenendo ben presente di rischiare continuamente di poter diventare, come nella trama, la reincarnazione di Edward il fratello cattivo e uccisore di Victoria.

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